Il dopo lockdown sta generando anche tra chi non è stato infettato e non ha subito lutti o non è stato coinvolto in prima linea, come gli operatori sanitari, che subiranno disturbi post-traumatici da stress, un’ondata di ansia e frustrazione da ritorno alla normalità. Come avvenuto dopo il crollo delle Torri Gemelle. A lanciare l’allarme è la Società Italiana di Psichiatria (Sip), secondo le cui stime sono oltre un milione gli italiani colpiti dalla “sindrome della capanna” che, in individui predisposti, aumenta il rischio di sviluppare psicopatologie e disturbi dell’adattamento, con ansia, insonnia, irascibilità.

“La sindrome della capanna: ecco cos’è – “Stiamo percependo – spiegano Massimo di Giannantonio ed Enrico Zanalda, presidenti Sip – un numero enorme di persone in difficoltà per la paura di affrontare la vita precedente, uscire di nuovo e lasciare la casa che è diventata un rifugio che li ha protetti e tenuti al sicuro dal coronavirus”. “Dopo due mesi di quarantena – aggiungono i due esperti – una quota consistente di popolazione, che prima non aveva disturbi, vive l’agognata possibilità di un ritorno alla parvenza di normalità con l’ansia di riprendere i ritmi precedenti e la paura di non adattarsi ai nuovi. E’ una reazione del tutto normale e comune anche per le persone più equilibrate psichicamente, conseguente all’eccezionalità della situazione,come già avvenuto dopo il crollo delle Torri Gemelle”.