Nel diabete di tipo 2, a causa di una serie di fattori tra i quali anche una alimentazione scorretta, si verificano problemi nell’utilizzo degli zuccheri (carboidrati) da parte dell’organismo che portano come conseguenza un aumento dei livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia).

Chi soffre di questo disturbo deve quindi tenere sotto stretto controllo la propria alimentazione, facendo particolare attenzione alla quantità e alla qualità dei carboidrati consumati. Il medico di base o lo specialista sapranno dare consigli personalizzati per gestire la situazione, ma in linea generale è bene tener presente che la perdita di peso rappresenta un passo importante per far rientrare il problema almeno nelle sue fasi iniziali.

Per raggiungere questo risultato si può iniziare con una riduzione delle calorie giornaliere – tagliarne 400 o 500 al giorno può bastare – e un aumento dell’attività fisica. Per quanto riguarda più in dettaglio il piatto, invece, è opportuno limitare gli zuccheri semplici, assorbiti rapidamente dall’organismo, come quelli contenuti nei dolci o nelle bevande zuccherate, preferendo quelli complessi a lento assorbimento e le fibre (che fanno parte della categoria carboidrati) contenute nella verdura.

Un’altra strategia potenzialmente utile consiste nel suddividere le calorie e i nutrienti giornalieri in 5 o 6 pasti, in modo da evitare picchi eccessivi di zucchero nel sangue. (Salute, Fondazione Veronesi)